venerdì 21 agosto 2020

NEWS: UNO STUDIO RIVELA LA PRESENZA DI MICROPLASTICHE IN TUTTI GLI ALIMENTI ITTICI

Uno studio nel Queensland ha rivelato la presenza di microplastiche in tutti gli alimenti ittici osservati


L'università del Queensland, in Australia, ha condotto uno studio, poi pubblicato su Environmental Science & Technology, sui vari prodotti ittici di maggior consumo, come gamberi, granchi, ostriche e sardine e ha trovato traccie di microplastica in tutti gli alimenti. Le analisi condotte a campione dai ricercatori hanno evidenziato la contaminazione soprattutto di PVC e di Polietilene. 

L'autrice della ricerca, Francisca Ribeiro, ci spiega: "Abbiamo trovato il polivinilcloruro – un polimero plastico altamente diffuso – in tutti i campioni che abbiamo testato. Ma la plastica più diffusa oggi, ovvero il polietilene, ha rappresentato la concentrazione più frequente che abbiamo rilevato".


Cosa sono le microplastiche? clicca (QUI) per saperne di più





Aggiungendo anche l'ipotesi per cui i valori di contaminazione da microplastiche cambino a seconda della specie. Infatti non tutte hanno lo stesso livello di contaminazione e questo è dovuto, si suppone, alle abitudini alimentari. Nei calamari sono stati rinvenuti 0.04 milligrammi, 0.07 nei gamberi, 0.1 nelle ostriche, 0.3 nei granchi e ben 2.9 milligrammi nelle sardine.

"Dalle specie commestibili che abbiamo analizzato, le sardine sono risultate quelle dalla contaminazione maggiore, un risultato che ci ha sorpreso. Un altro interessante aspetto è stato quello della diversità dei tipi di microplastica rinvenuti fra le specie: il polietilene è predominante nei pesci e il PVC nei crostacei, è infatti l’unico tipo di plastica rinvenuto nelle ostriche".

Sono state trovate traccie di microplasticha negli organi umani, clicca (QUI) per leggere l'articolo




Questo studio condotto ha portato alla luce un altro fattore molto importante e a lungo discusso, perché si pensava e si sapeva per certo che molti "prodotti ittici", anche se definire così degli esserei viventi non è bello, fossero contaminati dalla plastica ma non si pensava a questi livelli. 

La situazione è più grave del previsto!
Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica
 

mercoledì 19 agosto 2020

NEWS: GRAVI NOTIZIE, SONO STATE TROVATE MICROPLASTICHE NEGLI ORGANI UMANI

Uno studio presentato al congresso annuale dell'American Chemical Society ha mostrato come negli organi umani, come reni, polmoni, fegato e milza, siano presenti micro e nanoplastiche


I ricercatori dell'Università dell'Arizona hanno utilizzato 47 campioni umani prelevati da polmoni, fegato, milza e reni, quattro organi che probabilmente sono esposti a filtrare o trattenere microplastiche, sviluppando una procedura per estrarre plastiche dai campioni di tessuti e analizzandoli poi con la tecnica spettroscopica Raman. Il metodo messo a punto permette ai ricercatori di individuare dozzine di tipi di componenti plastici nei tessuti umani, compreso policarbonato (PC), polietilene tereftalato (PET) e polietilene (PE). Comparando poi con un modello messo a punto precedentemente con la spettrometria di massa, è stata individuata una contaminazione di plastica in tutti i campioni esaminati. In particolare il Bisfenolo A (BPA), ancora utilizzato in molti contenitori per alimenti nonostante i timori per la salute, è stato individuato in tutti e 47 i campioni umani. 



Cos'è la plastica? clicca per leggere (QUI)


Bisogna preoccuparsi?


"Non vogliamo essere allarmisti, ma è preoccupante che questi materiali che non sono biodegradabili sono presenti dappertutto e possono entrare e accumularsi nei tessuti umani e non sappiamo ancora quali effetti possano avere sulla salute. Appena capiremo che cosa accade nei tessuti potremmo condurre uno studio epidemiologico per valutare i risultati sulla salute umana e cominciare a capirne i potenziali rischi ". - Varun Kelkar, ricercatore che ha presentato la ricerca.

Il nostro pensiero


Era inevitabile che uscissero queste notizie, troppe quantità di microplastica sono state trovate nei pesci, nelle piante e nel sottosuolo per pensare che non fossero presenti anche nei nostri organi. Purtroppo, al momento, non si hanno dati certi sui danni che la plastica presente nel corpo umano possa creare, ma è indubbio che bene non faccia. Considerando i danni che invece si sono evidenziati sugli altri organismi viventi, come ad esempio la fusione delle branchie nei pesci o i tumori riscontrati. 

La plastica mette a rischio la vita dell'uomo: crea squilibri al sistema ormonale, clicca (QUI)  per leggere l'articolo


Grazie a queste ricerche speriamo si possa smuovere sempre di più la coscienza dei governi e delle industrie, che si prendano posizioni nette e forti per ridurre il più possibile il consumo di plastica e che si punti sempre di più sul riciclo. Perché nessuno di noi è escluso, nessuno di noi ne è immune, dall'operaio al figlio del premier, dal senza tetto della stazione al Papa, tutti siamo vittime di questo inquinamento, di questa malattia.

Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

mercoledì 29 luglio 2020

NEWS: NEL 2040 LA PLASTICA NEGLI OCEANI RISCHIA DI TRIPLICARE. SARA' IL PUNTO DI NON RITORNO?

La già precaria salute del nostro ecosistema è sempre più in pericolo, lo dimostrano recenti ricerche pubblicate su Science.


Il 2040 si prospetta come un anno molto difficile per i nostri oceani. Infatti si pensa, grazie ad uno studio svolto in collaborazione con l'organizzazione The Pew Charitable Trusts e pubblicato su Science, che la plastica negli oceani potrebbe addirittura triplicare in soli 20 anni. A sostegno di questi studi c'è anche la quantità di oggetti monouso sempre più diffusi durante questa pandemia da Coronavirus. La pandemia ha infatti reso praticamente vani tutti gli sforzi fatti negli ultimi anni per ridurre l'uso della plastica monouso.


Se non si corre subito a trovare soluzioni e a cercare di arginare drasticamente il problema la quantità di plastica degli oceani è destinata ad aumentare da 11 a 29 milioni di tonnellate, cifra che corrisponde a quasi 50 chili di plastica su ogni singolo metro di costa in tutto il mondo.


Spiaggia di Beirut nel 2019


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Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

mercoledì 8 luglio 2020

NEWS: E' INIZIATA LA PULIZIA DELL'ISOLA DI PLASTICA DEL PACIFICO, LA GREAT PACIFIC GARBAGE PATCH

Si è conclusa la spedizione, della nave Kwai, per ripulire l'Atlantico dall'enorme isola di plastica (Great Pacific Garbage Patch) che si è venuta a creare nelle sue acque. La spedizione è durata 48 giorni ed è stata un grande successo, infatti sono state rimosse oltre 100 tonnellate di rifiuti. Certo, è solo una minima parte, ma l'impegno e i risultati porteranno sicuramente a un successo impensabile solo pochi mesi fa. 

L'organizzatore di questa spedizione è stato l'Ocean Voyages Institute, che con questa spedizione ha stabilito un nuovo record per la più grande operazione di bonifica in mare. Nella prossima estate è prevista una nuova spedizione per continuare questo lavoro che si prevede lungo e complicato.



"Sono così orgogliosa del nostro duro lavoro", afferma Mary Crowley , fondatrice e direttrice esecutiva dell'Ocean Voyages Institute. "Abbiamo superato il nostro obiettivo di catturare 100 tonnellate di materie plastiche di consumo tossiche e reti" fantasma "abbandonate, e in questi tempi difficili, stiamo continuando a contribuire a ripristinare la salute del nostro oceano, che influenza la nostra salute e la salute del pianeta. ”

Crowley aggiunge: "Gli oceani non possono aspettare che queste reti e detriti si rompano in microplastiche che compromettono la capacità dell'oceano di immagazzinare carbonio e tossificare la fragile rete alimentare oceanica". 




Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica