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mercoledì 8 luglio 2020

NEWS: E' INIZIATA LA PULIZIA DELL'ISOLA DI PLASTICA DEL PACIFICO, LA GREAT PACIFIC GARBAGE PATCH

Si è conclusa la spedizione, della nave Kwai, per ripulire l'Atlantico dall'enorme isola di plastica (Great Pacific Garbage Patch) che si è venuta a creare nelle sue acque. La spedizione è durata 48 giorni ed è stata un grande successo, infatti sono state rimosse oltre 100 tonnellate di rifiuti. Certo, è solo una minima parte, ma l'impegno e i risultati porteranno sicuramente a un successo impensabile solo pochi mesi fa. 

L'organizzatore di questa spedizione è stato l'Ocean Voyages Institute, che con questa spedizione ha stabilito un nuovo record per la più grande operazione di bonifica in mare. Nella prossima estate è prevista una nuova spedizione per continuare questo lavoro che si prevede lungo e complicato.



"Sono così orgogliosa del nostro duro lavoro", afferma Mary Crowley , fondatrice e direttrice esecutiva dell'Ocean Voyages Institute. "Abbiamo superato il nostro obiettivo di catturare 100 tonnellate di materie plastiche di consumo tossiche e reti" fantasma "abbandonate, e in questi tempi difficili, stiamo continuando a contribuire a ripristinare la salute del nostro oceano, che influenza la nostra salute e la salute del pianeta. ”

Crowley aggiunge: "Gli oceani non possono aspettare che queste reti e detriti si rompano in microplastiche che compromettono la capacità dell'oceano di immagazzinare carbonio e tossificare la fragile rete alimentare oceanica". 




Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

martedì 16 giugno 2020

NEWS: #30BY30, L'ITALIA, DURANTE IL WORLD OCEAN DAY, ADERISCE AL PROGETTO PER TUTELARE I MARI E GLI OCEANI

Nella Giornata mondiale degli Oceani (#WorldOceanDay), l’Italia ha annunciato l’adesione a #30by30, iniziativa lanciata dal Regno Unito per arrivare a proteggere entro il 2030 almeno il 30% dei mari e degli oceani in tutto il mondo. Obiettivo è la creazione di una rete di Aree Marine Protette che contribuisca a tutelare la salute dei mari, a preservare le popolazioni ittiche e la biodiversità, nonché a contrastare i cambiamenti climatici.

L'ITALIA PRENDE POSIZIONI BEN CHIARE

Gli oceani non sono solo degli specchi d'acqua immensi con dentro dei pesci, sono l'elemento, l'entità che rende possibile la vita sulla terra.
Per fortuna notiamo una maggiore attenzione, da parte degli stati, alla tutela dei meri e degli oceani. Almeno sulla carta è cosi. Questo non può che portare dei benefici all'intero movimento che da anni si batte per salvare l'ecosistema, perché vedere che anche lo stato è attivo su questo fronte porta ad una riduzione drastica alla causa del problema. E' si vero che la singola persona ha una grande responsabilità e potere, ma la differenza maggiore la fanno le regole e i processi nazionali.

L'Italia, in particolar modo, sembra molto sensibile alla protezione dei suoi mari, infatti pochi mesi fa ha anche aderito al patto europeo sulla plastica "European Plastic Pact": patto che ha l'obiettivo di riunire governi e imprese che si pongono, come primario obiettivo, la ricerca di misure all'avanguardia per la gestione della plastica.

Per sapere di più sull' European Plastic Pact potete cliccare (QUI), dove ne parliamo più approfonditamente.




LA PLASTICA AL CENTRO DELL'ATTENZIONE 

Ovviamente la prima cosa a cui pensiamo, quando parliamo di protezione degli oceani, è senza dubbio l'inquinamento da plastica. Ne parlano in molti e tanti sono attivi sul territorio per trovare soluzioni e strategie per ridurre l'uso frenetico di plastica. Questo ha portato negli anni una maggiore consapevolezza del danno che stiamo recando all'intero ecosistema e per fortuna anche molte aziende si stanno adattando a questa crisi. Nascono materiali nuovi, biodegradabili, compostabili e riutilizzabili. Stiamo facendo dei bei passi avanti e non dobbiamo assolutamente fermarci.

Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

mercoledì 3 giugno 2020

NEWS: PIATTI E BICCHIERI DI PLASTICA ADDIO, NASCONO LE STOVIGLIE BIODEGRADABILI E COMPOSTABILI

Per fortuna sembra che alcune aziende abbiamo capito che per un futuro migliore c'è bisogno di un cambiamento. Si sta, piano piano, arrivando sempre di più a puntare su un economia circolare, dove l'uomo guadagna senza distruggere l'ambiente.
BioTable è una delle prime aziende italiane a immettere sul mercato delle stoviglie interamente biodegradabili; sono fatte in bioplastica, un materiale innovativo ricavato da parti non utilizzabili per la produzione alimentare della canna da zucchero e mais. L'impatto ambientale di questi oggetti è quasi nullo, infatti possono essere gettati nel secchio dell'umido senza essere lavati.


Un' altra straordinaria qualità che hanno queste stoviglie è la possibilità di essere, previa lavorazione, utilizzate come fertilizzante per le piante. Nell'ambiente non viene rilasciata nessuna sostanza tossica e dopo un pò di tempo spariscono senza lasciare traccia.  


COSA E' LA PLASTICA E QUANTI TIPI NE ESISTONO, scoprilo cliccando (QUI)



QUANDO LI USO?

Ora immaginate: carne alla brace tra amici, siete in tanti e ovviamente non avete a disposizione tutte quelle stoviglie in ceramica. Così vi affidate, giustamente, a piatti, bicchieri e posate usa e getta, in modo tale che quando questa abbuffata sarà finita basterà prendere e buttare tutto nel classico sacco nero della spazzatura. Che poi l'ultimo amico, sfigato, sarà costretto a buttare. Ma per un occhio attento, è facile capire quanto quel pranzo costi all'ambiente, perché tutti quei piatti di plastica non saranno riciclati, ma andranno a finire in  mezzo a tutta l'altra spazzatura e contribuiranno ad inquinare e a gravare su una situazione già parecchio compromessa.  La soluzione qua viene abbastanza semplice, se potete, evitate di acquistare i piatti e i bicchieri di plastica, utilizzate quelli biodegradabili.

Questo ovviamente è solo un esempio, perché sappiamo che molti di noi li usano praticamente sempre, quindi, se proprio non potete farne a meno, perché vi è troppo faticoso perdere 10 minuti a lavare i piatti di coccio almeno usate questi piatti biodegradabili. Ormai si trovano in giro e non ha veramente più senso non utilizzarli. Troviamo il giusto compromesso tra comodità nostra e rispetto per l'ambiente.
Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

mercoledì 27 maggio 2020

TRAVEL KIT 6: COTTON FIOC LAVABILE

Oggi, nella nostra rubrica "Travel Kit", vi vogliamo parlare di un oggetto che ultimamente sta andando molto di moda tra i viaggiatori. Lo si può vedere anche su dei video di alcuni travel blogger ed è sempre più usato anche dai più esperti. Stiamo parlando del  cotton fioc lavabile.




In Italia, dal 2019, quelli in plastica sono già stati aboliti e per fortuna, nel breve periodo, anche altre nazioni seguiranno questa strada. Si è optato per questa scelta perché ci si è accorti quanto questi piccoli oggettini, per la pulizia personale, siano inquinanti. Sono stati ritrovati praticamente ovunque, un pò come anche le cannucce, tanto che è diventata famosa una foto che ritraeva un cavalluccio marino aggrappato a uno di questi che fluttuava nell'oceano. Il che è tremendo!

Quindi in commercio si trovano cotton fioc di ogni tipo, bamboo, carta e altri materiali biodegradabili. Però noi, trattando appunto di viaggi senza plastica, abbiamo preferito consigliarvi il cotton fioc lavabile e riutilizzabile e questo perché crediamo che sia molto più pratico e utile da portarsi in viaggio. Vi spieghiamo il perché: i cotton fioc, oltre ad essere utilizzati per pulire le orecchie hanno anche altre possibilità di utilizzo, ad esempio sono utili alle donne per truccarsi oppure possono aiutarci a disinfettare delle ferite. Però il bello del viaggio è anche un pò l'imprevisto, quindi non è detto che usati una volta non debbano tornarci di nuovo utili, quindi secondo noi è bene portarsi dietro uno di questi che ha la possibilità di essere riutilizzato. Sono facilmente reperibili su Amazon e sono venduti in comode scatolette per non perderli.


Dove acquistarli: https://amzn.to/2W1SLuk


E' importante che noi viaggiatori, amanti del mondo e delle sue meraviglie, diamo il buon esempio. Perché serve che ce ne prendiamo cura, altrimenti non ne usciremo più e tutto ciò che di bello il mondo ha da offrirci rischia di sparire.

Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

mercoledì 13 maggio 2020

INCONTRI: 2 ANNI X 33 PAESI = ECCO IL MONDO DI "PLASTICA" RACCONTATO DA FEDERICA E ANDREA DI "TRIP N' ROLL"

Come ben sapete, abbiamo deciso di portarvi le testimonianze di tutte quelle persone che hanno a cuore la salute del nostro pianeta e che delle sue meraviglie se ne sono innamorate. Parliamo con loro in modo tale da poter comprendere e farvi scoprire sempre di più com'è la reale situazione del nostro pianeta. Vogliamo guardare il mondo attraverso gli occhi di esperti viaggiatori. Vogliamo conoscere la salute della natura che ci ospita dalle esperienze di quei sognatori che un bel giorno hanno deciso di mollare tutto e partire per terre lontane. Proprio per questo vi vogliamo presentare due grandi sognatori, due "matti" secondo alcuni, che un giorno, in cerca della loro felicità, hanno mollato i rispettivi lavori e zaino in spalla hanno fatto il giro del mondo.
Loro sono Federica e Andrea di "Trip N Roll", una bellissima coppia di Milano che per più di due anni ci ha fatto sognare grazie alle loro avventure. Nel loro viaggio intorno al mondo sono riusciti a visitare ben 33 paesi, hanno vissuto esperienze fantastiche e sono arrivati a toccare i cuori di molte persone.

DOVE POTERLI SEGUIRE:

Instagram: http://instagram.com/trip.n.roll

Facebook:http://facebook.com/tripnrollvlog

YouTube:  http://youtube.com/c/TripNRollItsNeverTooLate

Proprio per la loro grande esperienza abbiamo deciso di intervistarli e di portarvi la loro testimonianza sull'inquinamento da plastica che sta soffocando il pianeta.
Questo è ciò che ci hanno raccontato:

- Sappiamo che ora, a causa del Covid-19, siete stati costretti ad effettuare la quarantena in Brasile, come la state vivendo?

Noi qui in Brasile stiamo bene, ovviamente siamo un po' dispiaciuti di non essere riusciti a tornare a casa il 19 aprile, però siamo stati anche fortunati, perché da metà marzo una famiglia italiana ci ha accolti e ci sta tutt'ora ospitando da quasi due mesi. Stiamo in un paesino sul mare, Porto Das Dunas, isolato, tranquillo e lontano dalla grande città che è Fortaleza o San Paolo, dove invece è scoppiato il panico. Quindi stiamo tranquilli e al sicuro. Stiamo sfruttando questa quarantena per riposarci un po' dopo più di due anni in viaggio. Stiamo tutti insieme, condividiamo le giornate e solo Andrea e il capo famiglia escono per fare la spesa. Non ci possiamo lamentare.


- Lo stato Brasiliano sta adottando misure per contrastare il problema dell'inquinamento da plastica o no? Perché sappiamo che il presidente Bolsonaro non è proprio il più grande ambientalista della terra.

Il Brasile, purtroppo, crediamo sia uno degli ultimi dell'America latina per quanto riguarda il problema dell'inquinamento da plastica. Qui non esiste la raccolta differenziata e non hanno neanche l'intenzione di farla. I cittadini non hanno la mentalità e i supermercati usano moltissime buste di plastica, anche molto piccole,  per incartare tre cose che poi vengono di nuovo messe in un altro sacchetto. Possono usare anche 120 buste di plastica per la spesa di una sola persona. Hanno addirittura il ragazzo che te le prepara alla cassa. Che poi è "incredibile", se ci pensiamo, che se anche facessero la raccolta differenziata non esisterebbero le infrastrutture per il riciclo. Però purtroppo, come dicevamo prima, non c'è proprio la mentalità. Anche se in Asia è molto peggio.



- Nel vostro giro del mondo, avendo visitato 33 paesi differenti, qual'è secondo voi quello più attento all'inquinamento da plastica? E quale quello meno? Avete qualche episodio da raccontare?

Non ce lo aspettavamo, perché si trova in Centro America, ma il migliore in assoluto è il Costa Rica. Sicuramente ce ne sono di migliori tra quelli che abbiamo visto, ma il Costa Rica è quello che ci ha più sorpreso. E' un paese che si alimenta quasi al 100% con energia rinnovabile, è sicuramente il più "green" che abbiamo visitato. Leggevamo, un po' di tempo fa, un articolo che diceva che entro il 2021 vorrebbero eliminare tutta la plastica monouso, quindi bicchieri, cannucce, buste ecc. Loro lo fanno anche per salvare la biodiversità del paese che è una delle più grandi del mondo, infatti è pieno di parchi nazionali e animali protetti. Da questo punto di vista il Costa Rica sta dando lezione a tutta l'america latina. Tra le altre cose, li le grandi aziende vengono incentivate dallo stato a ridurre, se non addirittura a cancellare proprio l'utilizzo della plastica. Il peggiori di tutti invece si trovano in Asia, li proprio se ne fregano completamente, non c'è ne mentalità ne buon senso. Tanta gente butta per terra di tutto, lasciano i rifiuti li per strada e non capiscono, incomprensibilmente, che i rifiuti non spariscono da soli. E' incredibile! Tra le peggiori c'è l'Indonesia, che ci ha lasciato proprio a bocca aperta, perché li è proprio tutto natura e c'è lo schifo.

 A Bali ci sono spiagge enormi ricoperte di plastica e rifiuti tanto da non poterci proprio camminare. Veramente uno schifo e una delusione incredibile; anche perché ci sono tantissime bellezze, eppure li zero, è veramente un problema. Poi ovviamente Cina e India, però stiamo parlando di paesi che hanno più di un miliardo di persone e anche quello indubbiamente conta. L'India ha la scusa della povertà, perché li c'è veramente tanta gente che vive per strada, però è comunque allucinante. Secondo noi Cina e India insieme producono la metà dei rifiuti plastici mondiali. Noi l'abbiamo visto con i nostri occhi, durante questo viaggio, che il problema della plastica è grande; pensavamo fossimo noi europei quelli incivili ma in realtà siamo quelli che almeno con la testa ci stanno provando. Bisognerebbe, però, partire dai "piani alti" e insegnarlo, man mano, ai piani un po' più "bassi". Bisogna che i giovani, che hanno la mentalità più aperta, cambino e lo insegnino ai loro figli. Ad esempio, se Bolsonaro che è il presidente di questo grande paese, se ne sbatte, perché il popolo dovrebbe fregarsene?!

Un altro  episodio che ricordiamo è quando in Thailandia, mentre ci stavamo imbarcando per raggiungere l'isola di Koh Samet, un membro dell'equipaggio thailandese che stava mettendo dentro le valigie e gli zaini dei passeggeri, ad un certo punto, terminata la birra che stava bevendo l'ha lanciata in mezzo al mare come se nulla fosse. Noi ci siamo incavolati molto oltre a essere rimasti sbalorditi da questo comportamento.




COSE' LA PLASTICA? Informati QUI



- Avendo visto i vostri video su Youtube abbiamo capito che siete rimasti molto legati al Giappone, una nazione che vi ha molto colpito. Ma per quanto riguarda l'inquinamento da plastica, com'è la situazioni li? Come sono organizzati per la raccolta differenziata?

Nonostante il Giappone sia il nostro paese preferito, con il problema della plastica sono in dietro e questa cosa ci ha stupito molto. La usano tantissimo per imballare il cibo nei loro 7 Eleven e nei supermercati, anche perché, ad esempio i sacchetti di plastica, sono gratuiti a differenza dell'Italia. La raccolta differenziata c'è e loro sono molto precisi, il problema è che ne usano veramente troppa. Sono stati addirittura ripresi dagli altri paesi durante il G20, che si è tenuto proprio in Giappone, perché devono assolutamente ridurre e limitare l'uso della plastica. Hanno anche preso degli accordi per farlo, speriamo ci riescano, anche perché sono avanzatissimi in tante cose e sarebbe un brutto colpo se non riuscissero a rispettare questi accordi.




- Durante i trekking e le escursioni che avete svolto in giro per il mondo vi è mai capitato di imbattervi in questo problema? Avete qualche episodio che vi è rimasto particolarmente impresso?

Sicuramente niente a che vedere con le spiagge e con le grandi città, pero' si, ci è capitato anche durante i trekking in giro per il mondo di trovare sempre qualche rifiuto di plastica: bottiglietta, busta ecc. Tranne in Nuova Zelanda, che grazie a Dio, insieme alla Patagonia, sono tra i pochi territori ancora incontaminati. Addirittura in Nepal, durante il trekking per raggiungere il campo base alle pendici dell'Everest, ci sono stati problemi con i rifiuti tanto da portare il governo a chiudere per qualche periodo l'accesso ai turisti. Pazzesco! Una cosa che ci è successa, le stories in evidenza su Instagram possono confermare, è quando abbiamo fatto il trekking di cinque giorni nelle Ande Peruviane, dove ogni giorno raccoglievo in un sacchetto nel mio zaino, tutta la spazzatura che trovavo lungo il cammino. A fine giornata, mentre eravamo in tenda, facevamo le stories mostrando quanta spazzatura avevamo raccolto quel giorno e ricordavo alle persone di non essere così incivili, di portarsi i propri rifiuti dietro e che non succede nulla se li si lascia all'interno del proprio zaino e poi li si butta quando si ha un bidone della spazzatura a disposizione.  




- Prima di salutarvi vi vogliamo fare ormai la nostra consueta domanda di chiusura: Avete dei consigli da dare, un appello da fare o semplicemente qualcosa da dire a chi leggerà questa intervista?

Si assolutamente! Ormai le informazioni sul come ridurre il consumo di plastica sono state dette e ridette, si trovano ovunque, usare borse di tela, la borraccia ecc. Siamo però arrivati ad un punto in cui dobbiamo fare un passo in più, cioè dobbiamo impegnarci a far capire anche alle altre persone di cosa si sta parlando. Dobbiamo parlarne, dobbiamo avere dei confronti con i familiari e con gli amici. Tutti abbiamo l'amico ignorante che dice "io non ho voglia, tanto che differenza fa?!", tralasciamo che è un nostro amico con cui non vogliamo litigare, perché invece è giunto il momento proprio di scaldarsi, di alzare la voce, con educazione ovviamente. Noi che abbiamo capito quanto è veramente grave il problema, dobbiamo batterci, dobbiamo far capire anche alle persone che ci circondano che bisogna dire basta a tutta questa plastica. E' importante arrivare anche ad una sola persona, perché vorrà dire che tutto l'impegno che ci abbiamo messo è servito a qualcosa e forse, quella persona farà altrettanto e così raggiungeremo ancora più persone.

Tu che stai leggendo questa intervista, battiti, sempre, non avere paura di dire quello che pensi e quello che provi. Il mondo ha bisogno di persone che si battano per lui. Non arrenderti se qualcuno ti dice che non gli interessa, tu vai avanti, basterà arrivare a pochi.

Per quanto riguarda noi, che stiamo in giro per il mondo da più di due anni, usiamo sempre le borracce, abbiamo smesso di usare le bottiglie di plastica. In più abbiamo sempre nello zaino una sacchetta di tela con la quale andiamo a fare la spesa. Siamo proprio all'ABC, però è già qualcosa, considerando che molta, troppa gente, non fa nemmeno quello. Quindi per favore fate attenzione, nel vostro piccolo, all'ambiente. Non usate plastica inutile.




Ringraziamo di cuore Federica e Andrea per la gentilezza e la disponibilità dimostrata, sono dei ragazzi fantastici e speriamo un giorno di poterli incontrare di persona per poterci parlare più liberamente e approfonditamente. Sarà bellissimo poter ascoltare le loro storie. Al momento questa è la loro testimonianza sul grave problema che l'inquinamento da plastica è per il nostro mondo. Confidiamo, cari lettori, che questi racconti vi portino a riflettere sempre di più su quanto è importante fare un cambiamento.
Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

giovedì 7 maggio 2020

NEWS: L'enzima di un fungo può distruggere la plastica

Il problema dell'inquinamento da plastica è sempre di più al centro delle attenzioni di molte aziende e studiosi. Si sta cercando, in molti paesi del mondo, di trovare una soluzione soprattutto per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti plastici. Gli studi che si stanno facendo e che sono stati pubblicati su Nature, hanno portato a una scoperta molto interessante

Si è scoperto infatti che esisterebbe un enzima, prodotto da un fungo e poi perfezionato in laboratorio, che permetterebbe di degradare il PET (Polietilene tereftalato) in poche ore e senza gravare eccessivamente sull'ambiente e sul lato economico. 



Il PET, come spieghiamo QUI, è uno dei tipo di plastica più usati; viene infatti utilizzato per produrre bottiglie, tessuti e imballaggi per prodotti alimentari. Il che fa capire quanto ce ne sia in giro e quanto inquinamento produce. Lo si trova praticamente in ogni angolo del  pianeta e sta causando dei gravissimi danni all'ambiente.



La ricerca sviluppata dalla Carbios, un azienda francese, ha scoperto che questo enzima batterico trovato nel compost delle foglie riesce, dopo essere stato lavorato e ottimizzato in laboratorio, a degradare il PET. I risultati di un test, svolto su una tonnellata di bottiglie di plastica, hanno portato dei dati molto promettenti; infatti si è arrivati ad una degradazione del 90% in 10 ore.

E' tutto ancora all'inizio, ma si pensa e si spera, che questa scoperta possa diventare una valida soluzione a questo problema.
  Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

domenica 19 aprile 2020

UN TRAMONTO AL MARE

Quante volte fantastichiamo con la nostra dolce metà di quanto sarebbe bello andare al mare a vedere un tramonto, seduti ed abbracciati sulla sabbia ad osservare il sole immergersi nel mare. Una delle esperienze più intime che si possono avere grazie a  madre natura, il giorno che lascia la scena alla notte, e noi li ad osservare , vicino con corpo e anima alla persona che amiamo.  Romanticismo puro!
Il bello è che tutto ciò è a disposizione di chiunque, madre natura ci da la possibilità a tutti, senza fare alcuna distinzione, di assistere a questi spettacoli che spesso ti lasciano un ricordo indelebile nella memoria. In qualunque parte del mondo siate, a prescindere che vi troviate su una spiaggia, in montagna, in città o affacciati alla finestra di un monolocale, avrete la possibilità di guardare l'orizzonte e ammirare il tramonto che colora il cielo.

A quanti di noi, soprattutto in questo momento in cui siamo costretti a casa, ci ha fatto nascere un sorriso malinconico il pensare ad una situazione così?! Credo in molti;  spero però che tutta questa assurda situazione ci serva per capire cosa è realmente importante nella nostra vita. Non vi starò qua a fare la solita sviolinata, non è da me, ma ci terrei a farvi arrivare il messaggio che magari invece di chiudersi in un cinema, o a un ristorante stellato, passare con la persona che amiamo un esperienza a contatto con la semplicità della natura vale molto ma molto di più!

E ora penserete: "che c'entra con la plastica?"

Sono partito, all'apparenza, da così lontano perché è prima di tutto importante capire il valore delle cose che abbiamo sotto mano. Un tramonto potrà generare tutte queste belle sensazioni ed emozioni solo se ce ne prenderemo cura.

Provate ad  immaginare... Siete sotto casa della vostra ragazza, sale in auto e vi dirigete alla spiaggia più bella della vostra regione per fare un aperitivo insieme mentre guardate il tramonto. Arrivate, prendete tutto ciò che serve, anche il telefono per fare una foto da postare su Instagram, ma quando arrivate in spiaggia avete difficoltà a trovare un punto dove sedervi perché è pieno di rifiuti. E sapete qual'è il maggior rifiuto che si trova sulle spiagge? si esatto, la plastica, in ogni forma e dimensione. Tremendo no? un momento così bello rovinato dall'immondizia.

 Ecco, a noi è successo e fidatevi che è veramente deprimente rovinarsi un momento così.  Però noi lo sapevamo, perché siamo coscienti della condizione dei nostri mari, così abbiamo trovato un modo per viverci a pieno quel momento nostro e ringraziare la natura dello spettacolo offerto.




Cos'è realmente la plastica? clicca (QUI) per saperne di più



Abbiamo capito che basta veramente poco per fare qualcosa di utile a noi e alla natura, bisogna solo organizzarsi.
Nello zaino, prima di uscire da casa, insieme alle birre e alle patatine abbiamo messo anche un paio di guanti e una busta, niente di più. Arrivati in spiaggia ci siamo messi a fare una passeggiata, mano nella mano, come una qualsiasi coppia innamorata fa, con l'unica accortezza di raccogliere un pò di plastica. Finita la passeggiata abbiamo aperto il telo, preso birra e patatine e ci siamo lasciati meravigliare dallo spettacolo che la natura ci ha offerto. 
Accanto a noi a "godersi lo spettacolo" ci stava anche il sacco con dentro la plastica appena raccolta, il che può sembrare inutile e stupido, ma vi garantiamo che anche un piccolo gesto così può fare la differenza!

E sapete perché? perché sarete d'esempio!  

Aiutateci a cambiare, basta veramente poco, provatelo.

Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica