mercoledì 8 luglio 2020

NEWS: E' INIZIATA LA PULIZIA DELL'ISOLA DI PLASTICA DEL PACIFICO, LA GREAT PACIFIC GARBAGE PATCH

Si è conclusa la spedizione, della nave Kwai, per ripulire l'Atlantico dall'enorme isola di plastica (Great Pacific Garbage Patch) che si è venuta a creare nelle sue acque. La spedizione è durata 48 giorni ed è stata un grande successo, infatti sono state rimosse oltre 100 tonnellate di rifiuti. Certo, è solo una minima parte, ma l'impegno e i risultati porteranno sicuramente a un successo impensabile solo pochi mesi fa. 

L'organizzatore di questa spedizione è stato l'Ocean Voyages Institute, che con questa spedizione ha stabilito un nuovo record per la più grande operazione di bonifica in mare. Nella prossima estate è prevista una nuova spedizione per continuare questo lavoro che si prevede lungo e complicato.



"Sono così orgogliosa del nostro duro lavoro", afferma Mary Crowley , fondatrice e direttrice esecutiva dell'Ocean Voyages Institute. "Abbiamo superato il nostro obiettivo di catturare 100 tonnellate di materie plastiche di consumo tossiche e reti" fantasma "abbandonate, e in questi tempi difficili, stiamo continuando a contribuire a ripristinare la salute del nostro oceano, che influenza la nostra salute e la salute del pianeta. ”

Crowley aggiunge: "Gli oceani non possono aspettare che queste reti e detriti si rompano in microplastiche che compromettono la capacità dell'oceano di immagazzinare carbonio e tossificare la fragile rete alimentare oceanica". 




Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

lunedì 29 giugno 2020

INCONTRI: LE ULTIME SCOPERTE SULLE MICROPLASTICHE, L'OCEANOGRAFA JENNIFER BRANDON SI RACCONTA

Sono sempre di più gli studi che stanno portando alla luce i danni che la microplastica sta causando all'uomo e all'ecosistema. Se per molto tempo si è parlato "solamente" di plastica come elemento generico, siamo arrivati oggi ha capire che il problema dell'inquinamento ha molte facce diverse. Infatti i veri danni li stanno facendo dei minuscoli pezzetti di plastica che soffocano gli oceani, uccidono gli animali, danneggiano e uccideranno l'uomo.
Abbiamo così deciso di intervistare un importante ricercatrice, Jennifer Brandon, che ha fatto del problema della microplastica l'oggetto principale dei suoi studi. 



La dottoressa Brandon, biologa e oceanografa, ha sviluppato nel corso degli anni molti studi sull'inquinamento da plastica negli oceani e da tempo si adopera nella divulgazione scientifica e nella sensibilizzazione delle persone. Le testimonianze di un ricercatore possono essere una pietra miliare per evolvere e accrescere le possibilità di riparare al danno che abbiamo creato al nostro pianeta. 
Ne abbiamo parlato con lei e questo è ciò che ci ha detto: 


- Salve dottoressa Brandon, per noi è un grande onore poterla intervistare. Di cosa si sta occupando in questo periodo? Sta effettuando nuove ricerche?

Durante questo periodo, sto lavorando ad alcune nuove ricerche, ma siamo anche nella fase di sviluppo di alcuni progetti per cercare di rendere il modo in cui campioniamo e identifichiamo la plastica nell'oceano molto più velocemente. In questo momento, gli scienziati devono prendere una rete, raccogliere la plastica, filtrare l'acqua, riportarla in laboratorio e analizzarla pezzo per pezzo. È un processo molto lungo. Stiamo cercando di creare modi per eseguire alcune di queste analisi in mare, in modo da poter analizzare sempre più campioni molto più velocemente.


-  Lei è una famosa oceanografa e ha studiato l'inquinamento e i danni che le microplastiche stanno causando all'ambiente. Ci sono novità sull'argomento? E' stato scoperto qualcosa di nuovo?

Sono state fatte tante ricerche sulle microplastiche, il che è incredibile. Perché quando ho iniziato, c'erano pochissimi di noi che ci lavoravano, e ora ci sono sempre nuovi documenti. La nuova ricerca più preoccupante, per me, è il lavoro che mostra microplastiche nella nostra acqua potabile, acqua in bottiglia, sale marino, birra, frutti di mare e ora anche in alcune delle nostre verdure. È tutto intorno a noi, anche nell'aria che respiriamo! Viaggia nel vento, verso luoghi incontaminati come i parchi nazionali, il che è molto preoccupante. I parchi nazionali sono alcuni degli ultimi luoghi "non inquinati" sulla terra, eppure vengono rivestiti ogni giorno da microplastiche.




- Anche grazie al suo studio sulle Salpe si è sempre più capito che le microplastiche sono diventate, purtroppo, parte della nostra dieta quotidiana, portando quindi danni anche all'essere umano. Ma sull'uomo che effetti ha l'ingerimento, nel tempo, di materiali plastici?

Gli effetti a lungo termine dell'ingestione di microplastica sono ancora allo studio, non sappiamo con precisione quali effetti avrà su di noi. Ma conosciamo alcuni dei prodotti chimici della plastica, come il BPA, che può influenzare il nostro sistema endocrino e causare danni ai reni. Abbiamo visto tumori al fegato dei pesci per ingestione di plastica. Quindi c'è un potenziale per molti effetti collaterali negativi dall'ingestione di plastica, ma la ricerca è troppo nuova per dirlo con certezza.
Per saperne di più clicca (QUI)


- Purtroppo in tutto il mondo si sta vivendo questa pandemia da coronavirus e ognuno di noi ha fatto riflessioni e pensieri. Ma dalla sua esperienza, pensa possa esserci una relazione tra coronavirus e plastica? O meglio, i due hanno modo di relazionarsi e "potenziare" i loro effetti?

Penso che, sfortunatamente, il coronavirus stia riportando un ondata di plastica monouso. Le persone usano maschere e guanti usa e getta sia a casa che in negozio, mentre prima erano utilizzati prevalentemente in contesti medici e scientifici, in più non vengono smaltiti correttamente. Li stiamo già trovando, in numeri record, durante le pulizie di spiagge e sott'acqua. I negozi stanno temporaneamente sospendendo l'uso di borse e bicchieri riutilizzabili. E' una vera tragedia per tutto il duro lavoro messo la bando di alcuni di questi articoli. Addirittura alcune prove mostrano che il virus dura più a lungo sulla plastica rispetto alla maggior parte delle superfici.




- Qual è stata la motivazione che l'ha spinta ha diventare un oceanografa e poi a studiare le microplastiche?

Stavo studiando per diventare medico al college, ma alcune delle mie lezioni di ecologia hanno davvero attirato la mia attenzione: ero affascinata dall'idea che tutto ciò che diffondiamo nel mondo attraverso l'inquinamento ritorni in giro ed influisca sulla salute umana. Quando ho letto delle microplastiche, in uno dei primi articoli scritti al riguardo, non riuscivo a credere che tutta questa spazzatura fosse finita nel mezzo dell'Oceano Pacifico. Quindi ho deciso di studiare per cercare di risolvere il problema.


- Lei crede che si siano fatti dei passi avanti concreti per ridurre la plastica o no? E la scienza può, secondo lei, aiutare a combattere questo problema?

Penso che siano stati fatti dei passi avanti concreti per vietare determinati prodotti e cambiare il comportamento dei consumatori attraverso l'istruzione. Penso però che occorra fare di più per ridurre la quantità di plastica che entra nell'oceano attraverso una migliore infrastruttura, un migliore riciclaggio e materiali nuovi e migliori. Si, la scienza e l'ingegneria sono il futuro della soluzione di questo problema e ho visto tanta innovazione in questo campo negli otto anni in cui ci ho lavorato.



- La lasciamo alle sue ricerche con la speranza che possa continuare ad aiutarci a scoprire di più su queste microplastiche. Però le vogliamo chiedere un ultima cosa: ha un appello da fare o qualche consiglio da dare a chi leggerà questa sua intervista?

L'inquinamento da plastica è veramente uno dei problemi ambientali in cui ogni individuo può fare una differenza enorme. Le tue abitudini di acquisto, dove scegli di fare acquisti, come smaltire i rifiuti, partecipare alle pulizie delle spiagge, aiutare a vietare gli articoli monouso nella tua città, ecc. Tutti i grandi processi di cambiamento che ho visto fare, in merito alla plastica, sono venuti dalla base, dalla comunità. Tutti noi abbiamo una grande voce per cambiare questo problema.


Ringraziamo la dottoressa Brandon per le importanti parole che ci ha lasciato e speriamo possa, insieme al suo team, scoprire cose nuove e soprattutto trovare soluzioni per aiutare tutti noi a risolvere il problema.

Ognuno può fare qualcosa! 
Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica  

lunedì 22 giugno 2020

NEWS: IL MINISTERO DELL'AMBIENTE PROPONE UNA GARA EUROPEA PER IL SERVIZIO ANTINQUINAMENTO

E' di pochi giorni fa la notizia che è stato pubblicato, sulla Gazzetta europea, il bando di una gara per il servizio antinquinamento. Sul sito del Ministero dell'Ambiente è riportato che:

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta europea il bando per la nuova gara europea per l’affidamento del servizio antinquinamento marino attraverso il noleggio di unità navali specializzate nel contenimento e recupero di idrocarburi, di sostanze da questi derivati e di olii minerali nelle acque del mare territoriale, lungo il perimetro costiero nazionale. Innovazione voluta dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa è che il servizio antinquinamento marino, unitamente alle tradizionali forme di contrasto da idrocarburi, dovrà dedicarsi anche alla raccolta di rifiuti marini galleggianti e in particolare della plastica, sia nelle aree marine protette che nelle aree antistanti le foci dei principali fiumi.
Nel periodo di durata del nuovo contratto (due anni) verranno così tracciati la presenza, la quantità e la qualità dei rifiuti marini galleggianti e della plastica raccolti in mare dalla flotta antinquinamento marino del ministero dell’Ambiente, al fine di valutare iniziative di contrasto del fenomeno della plastica in mare in linea con gli impegni internazionali assunti dal nostro Paese (convenzione di Barcellona, strategia marina ecc.).


#30BY30, L'ITALIA ADERISCE AL PROGETTO PER TUTELARE I MARI E GLI OCEANI, leggi l'articolo cliccando (QUI)




Il ministro Sergio Costa commenta così questa iniziativa:

"Un ulteriore passo nella battaglia globale contro la plastica in mare, che mi sta a cuore sin dal mio insediamento. Anche così diamo attuazione alle direttive Ue che, insieme alla Salvamare e al #plasticfreechallenge, sono dei tasselli fondamentali di un unico mosaico. La plastica è una grave minaccia per l’ecosistema marino e, visto che il nostro Paese è per due terzi bagnato dal mare, sarà importantissimo raccoglierla insieme agli altri rifiuti galleggianti grazie alla flotta antinquinamento del ministero".
Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

martedì 16 giugno 2020

DICIAMO SI ALLA PLASTICA!?

Premessa: in questa riflessione non troverete delle risposte, ma solo domande, domande sul noi e sul nostro modo di comportarci. Ci stiamo chiedendo il perché l'essere umano si comporta in un certo modo, ma purtroppo ancora non ci siamo riusciti a dare una spiegazione. Quindi, caro lettore, se non ti senti pronto a metterti in discussione non continuare a leggere.

L'essere umano è un essere vivente incredibile, capace di tutto e di niente, capace di costruire con amore e distruggere con disprezzo, coerente e incoerente negli stessi atteggiamenti. Che incredibile creatura! L'essere umano, soprattutto quello più moderno, ha cambiato modo di interpretare il proprio essere e il proprio volere
Notiamo spesso la difficoltà delle persone nel fare una scelta, di prendere una decisione, anche la più banale. Ci accorgiamo che il grosso dilemma è: "faccio questo perché è la cosa "giusta"? o faccio questo perché è quello che voglio?"
Ora ognuno di voi ci dirà: "faccio questo perché è quello che voglio!"; ma siete sicuri di essere sinceri? ma non con noi, con voi stessi. Siete sicuri che non avreste fatto la "scelta più giusta"?



Attenzione, non stiamo dicendo che fare la scelta "giusta" sia sbagliato, perché ovviamente dipende da moti fattori, ci riferiamo al fatto di soffocare sempre la nostra felicità nel momento in cui c'è possibilità di scelta.

Vi diciamo questo perché ci siamo accorti che il giudizio delle persone che ci circondano ci condiziona talmente tanto, da ritenere una scelta "giusta" solo se è condivisa anche dagli altri, soffocando quello che è il nostro reale desiderio. Sono veramente poche le persone che riescono a mettere se stessi e i propri desideri davanti il giudizio, spesso universale e insindacabile, di un altra persona. La maggior parte della gente tenta di fare la scelta più giusta per sentirsi approvata dagli altri, ritrovandosi alla fine con qualche "bravo" ma con tanta insoddisfazione, o peggio ancora, finta felicità.


" E se la vera libertà non fosse il fare sempre ciò che si vuole ma riuscire a non farsi condizionare dal giudizio altrui? "
- F.F.

So che vi starete chiedendo cosa centra questo ragionamento "filosofico" con l'inquinamento da plastica e so che molti avranno già tolto perché ci reputano degli sconclusionati. Però, a voi che siete arrivati fin qui, vi vogliamo fare i complimenti, ora vi spiegheremo.



IL CAMBIAMENTO PER UN MONDO SENZA PLASTICA: scoprilo cliccando (QUI)



Partendo proprio da questo assurdo complesso che si fa la mente umana, ci chiediamo come sia possibile che si tenda invece a invertire il modo di comportarsi quando si tratta di tutela dell'ambiente.
Perché nei confronti dell'inquinamento da plastica non si fa la scelta più giusta prediligendo invece quella prettamente personale? perché decidiamo di mettere la nostra "comodità" davanti invece di pensare a fare la cosa più giusta? Perché ci condiziona così tanto il sentirsi dare "dell'ambientalista", come se poi fosse un insulto, nel momento in cui decidiamo di non comprare una cosa che contiene della plastica inutile?




NON SOLO IL CORONAVIRUS, ANCHE LA PLASTICA METTE A RISCHIO LA VITA DELL'UOMO, scopri come cliccando (QUI)


Crediamo sia giusto, ma non perché lo diciamo noi, iniziare a riflettere su quanto una nostra scelta possa influire sull'intero ecosistema. Perché ciò che è giusto fare va fatto! Ma il "giusto" dovete essere voi a deciderlo e, per il bene reale di tutti, bisogna considerarci la tutela dell'ambiente.
Ci dispiace non riuscire a dare una risposta concreta, abbiamo solo supposizioni, ma niente che ci convinca realmente sul perché la mente umana si comporti così. Speriamo di essere riusciti a spiegare il più chiaramente possibile una riflessione che però semplice da spiegare non è.

Se avete delle risposte da darci saremmo più che felici di starvi ad ascoltare. La crescita è un processo collettivo.
Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica