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sabato 3 ottobre 2020

CW Azores, il miglior organizzatore per l'avvistamento delle balene sull'isola di Pico nelle Azzorre.

Sull'isola di Pico, alle Azzorre, CW Azores è uno dei migliori organizzatori di whale watching ed escursioni nell'oceano del Portogallo. Emozioni garantite.


Nonostante le limitazioni, dovute alla pandemia da coronavirus, siamo riusciti a visitare le Azzorre, isole portoghesi dal fascino esotico sperdute nell'Oceano Atlantico. Per il nostro viaggio abbiamo scelto l'isola di Pico, perché è rinomata per le bellissime escursioni che si possono fare nell'oceano come ad esempio il whale watching, lo snorkeling con i delfini, le immersioni con gli squali e tanto altro. Navigando su internet, in cerca di un tour operator che organizzasse queste uscite, siamo capitati sul sito di CW Azores e leggendo qua e la ci siamo subito resi conti che eravamo sulla strada giusta.



Cose'è CW Azores?

L'azienda è stata fondata nel 2007 da Enrico Villa, Dania Tesei e Michael Costa ed è l'unico operatore di Whale Watching e Scuba Diving con management italiano alle Azzorre. Oltre ad accompagnare i turisti nei loro tour organizzati, CW Azores si occupa anche si svolgere ricerche scientifiche grazie alla professionalità e competenza dei biologi marini che compongono il suo staff.

La nostra esperienza

Noi abbiamo trascorso quattro giorni sull'isola di Pico e per l'escursioni ci siamo interfacciati con Patrizia Villa che è stata straordinaria e super disponibile con noi. Ci ha aiutati con il briefing prima dell'uscita e si è messa a completa disposizione per ogni nostra esigenza. Abbiamo partecipato a due tour, whale watching e snorkeling con i delfini. Dire che sono state due esperienze incredibili è poco, risulta difficile dare un aggettivo a qualcosa che ti ha lasciato senza fiato e che in un modo o nell'altro ti ha lasciato un segno dentro. 




Il whale watching mette i brividi, perché passi ore sul gommone a cercare le balene che nuotano in quelle acque. Lo staff è super organizzato, preparato e disponibile ed è quasi impossibile non riuscire ad avvistare niente. Nella nostra uscita siamo riusciti a vedere tre capodogli e due branchi di delfini che nuotavano veloci insieme al nostro gommone. Vedere lo spruzzo della balena e corrergli vicino, ma non troppo, per osservarla nel suo ambiente mette l'adrenalina. Ma è quando si immerge e ti saluta con la sua grande coda che si rimane senza fiato. Poche volte lo stupore è così visibile sui volti degli altri spettatori e così eravamo tutti.



Ma ancora più incredibile è stato il bagno con i delfini che abbiamo fatto il giorno dopo. Non eravamo sicuri di fare questa escursione ma grazie a Patrizia che ci ha spiegato e motivato abbiamo scelto di buttarci e provare. Emozioni così forti non le provavo da tempo, forse così intense non le ho proprio mai provate. Nuotare con i delfini, a casa loro, nell'Oceano Atlantico, sentire sott'acqua i loro richiami e vederli liberi è un emozione indescrivibile. Ti rimane dentro e in qualche modo ti cambia, soprattutto se, come noi, tieni al nostro pianeta e alla sua natura. Mai scelta è stata più giusta, perché ora, a distanza di due mesi da quell'esperienza, porto sulla pelle il tatuaggio di un delfino con all'interno un vulcano, il vulcano Pico.  



Indirizzo e contatti 

La loro sede si trova a Cais da Madalena 9950-305, Madalena do Pico, Azores, Portugal
+351 292 622 622 (ufficio)
+351 926 919 645 (cellulare WhatsApp)
Email: info@cwazores.com

Perché scegliere di fare queste esperienze?


Al termine di questo viaggio ci siamo interrogati su come poter sviluppare e perché questo genere di esperienze in relazione all'obiettivo di Viaggio Senza Plastica. Ma scavando leggermente dentro di noi e nelle emozioni che abbiamo provato la risposta è arrivata abbastanza semplicemente. Consigliamo  a tutti di provare queste esperienze perché ti aprono gli occhi su quello che si nasconde sotto la superficie dell'acqua. Quello che vediamo in tv, sui video o che leggiamo sui libri non da la giusta concezione di ciò che c'è la sotto. Vedere un delfino in un acquario, che fa evoluzioni a comando non ha niente a che vedere con l'esemplare libero nel suo mondo. Sentire con le proprie orecchie il  suo verso, il suo modo di comunicare con il resto della famiglia mette i brividi e rimane impresso nella memoria. La maestosità di una balena che si immerge e l'adrenalina nel momento in cui l'avvisti è senza eguali. 

Queste esperienze ci hanno fatto capire che la bellezze che i nostri mari offrono sono incredibili, ma al contempo, sono estremamente delicate e purtroppo l'uomo le sta distruggendo giorno dopo giorno. Siamo sempre più convinti e motivati che bisogna tutelare in tutti i modi questi ecosistemi e, secondo noi, provare sulla propria pelle queste esperienze può far aprire gli occhi a molte persone. Noi pubblicizziamo e supportiamo questo tipo di turismo, perché non fa danni e  anzi sensibilizza chi lo prova. Provate per credere.
Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

mercoledì 10 giugno 2020

I DIECI FIUMI PIU' INQUINATI AL MONDO SONO RESPONSABILI DELL'80% DELLA PLASTICA NEGLI OCEANI

I nostri oceani sono sempre più pieni di plastica e l'inquinamento che questa crea sta devastando l'intero ecosistema. Siamo tutti in pericolo, tutti, nessuno escluso. 
Possiamo trovare rifiuti plastici praticamente ovunque, in superficie, nel sottosuolo, all'interno degli animali, nelle profondità marine, nei ghiacciai... ovunque! 
Ogni anno vengono buttate in mare circa 8 milioni di tonnellate di plastica.



Ma ci siamo mai chiesti come fa tutta questa plastica a finire in mare?

So che molti, purtroppo, pensano che la plastica negli oceani sia solo quella buttata dalle navi, come se fosse impossibile che una bottiglia buttata in città raggiunga il mare. Ma non c'è niente di più sbagliato! Anzi, a noi sembra una banalissima illusione che queste persone si danno, mentendo anche un pò a se stessi, per non prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Perché, cari signori, la plastica che non riciclate e che buttate in strada può raggiungere il mare. Si, la vostra busta di plastica buttata per strada in città può uccidere una balena.
Ovviamente ci potrebbero volere anni prima che succeda, ma se considerate che ogni pezzo di plastica creato nella storia, in una forma o nell'altra, è ancora presente nell'ecosistema, capirete che è una possibilità concreta. 

I rifiuti di plastica hanno molti modi per raggiungere il mare, vengono gettati direttamente dall'umo dalle navi e dalle coste, possono essere trasportati dagli elementi naturali come il vento, possono essere portati dagli animali, ma soprattutto e in gran parte, vengono scaricarti in mare dai fiumi. Infatti l'80% della plastica presente ad oggi negli oceani viene trasportata solamente da 10 fiumi in tutto il mondo. 

Questi vengono quindi considerati i 10 fiumi più inquinati al mondo:


I dieci fiumi più inquinati al mondo


LA PLASTICA AIUTA LA DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS, leggi (QUI)


L'Asia è uno dei continenti che genera più inquinamento e ciò è dovuto da più fattori, come la densità della popolazione, usanze culturali, scarsa capacità della gestione dei rifiuti e scarsa, se non mancante, sensibilizzazione e istruzione sui temi ambientali. Come già detto, questi 8 fiumi sono responsabili dell'80% di tutta la plastica presente negli oceani. Queste enormi quantità di rifiuti potrebbero essere, se pur con difficoltà, ridotte da iniziative serie e massicce in loco, purtroppo però molti di questi paesi sono del tutto inermi al momento e non si prevede, nel breve periodo, un cambiamento significativo.

Per i viaggiatori interessati a questo argomento è  molto semplice approfondire la ricerche. Infatti tutti questi fiumi attraversano più di un paese e sono in parte navigabili. Potrete organizzare un viaggio e documentare voi stessi la situazione,  anzi, vi invitiamo proprio a farlo. Così potrete capire e guardare con i vostri occhi la dimensione di questa tragedia, perché tutto questo inquinamento è a tutti gli effetti una tragedia per l'intero ecosistema. 

VIAGGIARE SENZA PLASTICA: GUIDA, CONSIGLI E IDEE, clicca (QUI)
Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

mercoledì 27 maggio 2020

TRAVEL KIT 6: COTTON FIOC LAVABILE

Oggi, nella nostra rubrica "Travel Kit", vi vogliamo parlare di un oggetto che ultimamente sta andando molto di moda tra i viaggiatori. Lo si può vedere anche su dei video di alcuni travel blogger ed è sempre più usato anche dai più esperti. Stiamo parlando del  cotton fioc lavabile.




In Italia, dal 2019, quelli in plastica sono già stati aboliti e per fortuna, nel breve periodo, anche altre nazioni seguiranno questa strada. Si è optato per questa scelta perché ci si è accorti quanto questi piccoli oggettini, per la pulizia personale, siano inquinanti. Sono stati ritrovati praticamente ovunque, un pò come anche le cannucce, tanto che è diventata famosa una foto che ritraeva un cavalluccio marino aggrappato a uno di questi che fluttuava nell'oceano. Il che è tremendo!

Quindi in commercio si trovano cotton fioc di ogni tipo, bamboo, carta e altri materiali biodegradabili. Però noi, trattando appunto di viaggi senza plastica, abbiamo preferito consigliarvi il cotton fioc lavabile e riutilizzabile e questo perché crediamo che sia molto più pratico e utile da portarsi in viaggio. Vi spieghiamo il perché: i cotton fioc, oltre ad essere utilizzati per pulire le orecchie hanno anche altre possibilità di utilizzo, ad esempio sono utili alle donne per truccarsi oppure possono aiutarci a disinfettare delle ferite. Però il bello del viaggio è anche un pò l'imprevisto, quindi non è detto che usati una volta non debbano tornarci di nuovo utili, quindi secondo noi è bene portarsi dietro uno di questi che ha la possibilità di essere riutilizzato. Sono facilmente reperibili su Amazon e sono venduti in comode scatolette per non perderli.


Dove acquistarli: https://amzn.to/2W1SLuk


E' importante che noi viaggiatori, amanti del mondo e delle sue meraviglie, diamo il buon esempio. Perché serve che ce ne prendiamo cura, altrimenti non ne usciremo più e tutto ciò che di bello il mondo ha da offrirci rischia di sparire.

Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

venerdì 22 maggio 2020

GUIDA GRATUITA PER VIAGGIARE SENZA PLASTICA

Questi consigli, queste idee, le vogliamo dedicare soprattutto a quei viaggiatori che quotidianamente, con la mente, sono proiettati dall'altra parte del mondo, sognando oceani e foreste incontaminate, città all'avanguardia e popoli impegnati nelle loro tradizioni. Ci rivolgiamo a quei sognatori che in questo difficile periodo non hanno perso la voglia di scoprire, di muoversi e di conoscere persone di differenti etnie e costumi. Vogliamo portarvi a scoprire la bellezza del viaggiare "consapevoli", del viaggiare rispettando e tutelando quel mondo che tanto ci affascina e amiamo.

Insieme agli amici di Travelers Generation vi proponiamo questa guida gratuita con consigli e idee per viaggiare senza usare plastica. Vi spiegheremo come preparare una valigia e come evitare la plastica durante il viaggio.





LA PREPARAZIONE DELLA VALIGIA

Il momento della preparazione della valigia è considerato, per molti, un qualcosa di affascinante. Ma non per tutti, ci sono infatti tanti altri che invece lo considerano un vero e proprio incubo: "Quanto tempo prima la preparo? Cosa ci metto? Quanto deve essere grossa?"
 Per me è qualcosa di magico, perché vuol dire che si sta avvicinando il mio prossimo sogno, il mio prossimo viaggio. Mancano poche ore. Ma so già, come in ogni altro viaggio, che ci metterò le prime cose che troverò nel' armadio e farò tutto anche velocemente, perché avrò altre mille cose da fare. 

In realtà non ho mai pensato come posso aiutare, anche se in piccola parte, il mondo. Salvaguardarlo dalla plastica o da altri tipi di consumi inutili, non è mai stato un mio pensiero fino ad ora. Però ho capito che bisogna fare qualcosa, così ho deciso di cambiare e di diventare un viaggiatore più consapevole. Partiamo da ciò che metterò nella valigia prima di partire: 



  • Saponetta: si può mettere nello zaino, nel trolley e nel bagaglio in stiva. Non vi occuperà molto spazio e si potrà portare ovunque. Noi vi consigliamo di utilizzare quelle indicate sia per il corpo che per lavare i panni, così facendo risparmierete sia plastica che denaro. Plastica perché sono prive di plastica nella confezione, denaro perché una saponetta vi permetterà di fare più lavaggi rispetto ad un bagnoschiuma normale e in più vi darà la possibilità di lavare i vestiti senza ricorrere alle lavanderie. Se vuoi saperne di più clicca (QUI)


  • Borraccia: molti di voi sicuramente lo sapranno già, lo potrete immaginare, grazie ad essa infatti riuscirete a risparmiare plastica perché non servirà acquistare bottiglie ogni volta che avrete finito la vostra acqua. Infatti, in alcune città, ci sono anche a disposizione delle fontane per poterla riempire. Se vuoi saperne di più clicca (QUI)


  • Dischetti struccanti: sicuramente già saprete che sono poco biodegradabili, ma non temete ci sono altre soluzioni, molto più eco-sostenibili. Ci sono infatti in commercio molti dischetti struccanti biodegradabili e riutilizzabili. Ci sentiamo di consigliarvi questi perché con una semplice lavata avrete la possibilità di utilizzarli più volte, evitando una quantità considerevole di rifiuti. Ad esempio quelli della Waabbi sono composti da fibra di bambù e cotone, sono lavabili, riutilizzabili e confezionati in imballaggi privi di plastica. Se vuoi saperne di più clicca (QUI)


  • Spazzolino: molti viaggiatori, io compreso, gettano lo spazzolino una volta terminata la vacanza, anche se non ce n'è un reale bisogno. Ma facendo così, si creano molti rifiuti di plastica inutili, perciò vi consigliamo di mettere in valigia uno spazzolino in bamboo, perché è completamente biodegradabile e quindi non danneggia l'ambiente. Se vuoi saperne di più clicca (QUI)


  • Lamette in plastica: molti, dopo essersi rasati, tendono a gettare la lametta in plastica dopo un singolo utilizzo. Noi vi consiglio di utilizzare un rasoio elettrico o uno riutilizzabile, per intenderci, quelli dove si cambiano solo le "testine". Così, anche se avete la necessità giornaliera di radervi, non consumerete tutta quella plastica.


  • Sacchetto per i panni sporchi: tutti noi, al termine del viaggio, abbiamo dei vestiti sporchi da riportare a casa e quasi sempre utilizziamo una busta di plastica per dividerli da quelli puliti. Noi, per evitare di utilizzare plastica, vi consigliamo di lasciare in valigia anche un sacchetto in tela, di quelli pieghevoli per la spesa, in modo tale da poterci riporre i vestiti sporchi senza impuzzonire tutta la valigia. Se vuoi saperne di più clicca (QUI)

Iniziamo a utilizzare questi semplici consigli, ci aiuteranno a salvaguardare il mondo. Tutti possiamo  fare qualcosa. Il nostro mondo può migliorare. 





IN VIAGGIO

La nostra valigia è pronta, i biglietti sono stati fatti ed ora è il momento di partire.
L'occorrente per risparmiare plastica in viaggio lo abbiamo portato, ora però vediamo come utilizzarlo durante il nostro soggiorno e soprattutto come riuscire a consumare ancora meno.

Premettiamo però una cosa, è impossibile riuscire a fare un viaggio completamente plastic free, perché la plastica è utilizzata in ogni cosa e per quanto possiamo starci attenti è veramente difficile, se non impossibile, effettuare il viaggio di più giorni senza usarne neanche un po'.





Detto questo dobbiamo anche fare un importante considerazione, cioè molto dipende in che parte del mondo stiamo, perché in gioco molto spesso c'è la salute e li non si può scherzare.
Come ormai sappiamo ben tutti, la bottiglietta di plastica è uno di quegli oggetti che più inquina al mondo. Questo perché è utilizzatissima e raramente viene riciclata nel modo corretto, perciò l'utilizzo della borraccia è di fondamentale importanza. Ma qua logicamente nasce un altro problema: come la riempio la borraccia?

Se utilizzo una normale bottiglia di plastica per riempire la borraccia è totalmente inutile, quindi bisogna trovare il modo di reperire acqua potabile, non in bottiglia, per placare la nostra sete. Questo è un punto estremamente importante, perché in base alla zona del mondo in cui ci troviamo, abbiamo la possibilità di trovare acqua potabile. Infatti ci sono molte parti del mondo, ad esempio il sud est asiatico o l'Africa, dove è fortemente sconsigliato bere dell'acqua non in bottiglia, perché le condizioni igieniche e sanitarie sono molto scarse e c'è il rischio di contrarre qualche pericolosa malattia. Quindi se ci trovassimo a viaggiare in uno di quei posti e volessimo stare attenti anche all'ambiente dovremmo, per forza di cose, scendere a compromessi. Mettere a rischio la salute e poi il viaggio non è un opzione contemplabile, quindi bisogna adattarsi ed utilizzare piccoli stratagemmi per riuscire comunque a limitare l'uso della plastica.

Il consiglio che vi diamo noi, in questo caso, è quello di non comprare una cassa d'acqua in bottiglia, ma di acquistare un tanica da 5L con cui riempire le nostre borracce. Sempre di plastica è fatta, ma riusciamo ad avere 5L in un recipiente solo invece che in 5 diversi, quindi tuteliamo la nostra salute senza consumare troppa plastica. Questo è importante da capire, NON bisogna metter a rischio, per nessuna ragione al mondo, la propria salute, ci sono però dei modi per contenere l'utilizzo della plastica.




Diverso discorso se invece ci trovassimo a viaggiare in una qualche capitale europea, perché ci sono città come Roma e Londra, che sono attrezzate per permettere al turista di non comprare acqua in bottiglia. Infatti Roma è disseminata da fontanelle, chiamate amichevolmente "nasoni", dove l'acqua scorre fresca e buona tutto l'anno e ogni persona può usufruirne senza problemi. Quindi è facile capire come sia molto più semplice viaggiare plastic free in certe zone rispetto ad altre.

Ovviamente, risparmiare plastica in viaggio non vuol dire solo rinunciare ad utilizzare bottiglie di plastica; infatti anche per mangiare se ne consuma molta, perché gran parte del cibo che compriamo è incartato e confezionato in involucri di plastica. Quindi bisogna stare attenti e sapersi adattare se si vuole risparmiare della plastica.

Anche a seconda del tipo di viaggiatore che siete ci sono delle differenze: Se non avete problemi di budget, vi volete godere un weekend rilassante con la vostra amata e se vi potete permettere pranzi e cene al ristorante, vi consigliamo allora di rivolgervi a quei locali che hanno condiviso la filosofia "plastic free". Ce ne sono tanti ormai nelle grandi città e non sarà difficile individuarne uno che vi permetta di sorprendere la vostra dolce metà e che si adatti alle vostre esigenze alimentari.





Se invece siete dei backpackers, sempre con lo zaino in spalla, pronti a macinare chilometri di mondo a piedi, è allora il caso di trovare un  altra soluzione. Considerando che la filosofia backpackers è una filosofia volta molto all'adattamento e al risparmio, se si vuole ridurre la plastica durante i pasti bisogna fare un ulteriore sforzo. Se si è in giro il nostro consiglio è quello di prediligere cibo locale, acquistabile in quei locali take away, che vi viene consegnato in confezioni di carta. Ad esempio, se vi trovate ad Amsterdam c'è la friggitoria "Mannekenpis" che propone le migliori patatine fritte d'Olanda le quali vi vengono servite in un cartoccio con una forchetta in legno.

Se invece voleste cenare in ostello o nella vostra camera d'hotel, il nostro consiglio è quello di recarvi a comprare il cibo in quei supermercati che vendono gli alimenti non confezionati nella plastica. Ne stanno nascendo molti, soprattutto nelle grandi città e sono un valido aiuto a chi vuole evitare l'utilizzo della plastica. Nel caso in cui non doveste disporre di questi supermercati, vi consigliamo di provare a limitare l'uso della plastica comprando cibi sfusi o venduti al banco. Sarà impossibile non utilizzarla completamente, siamo realisti, però cerchiamo per quanto possibile di ridurla.





Un altro accorgimento, per ridurre la plastica in viaggio, è quello di dire "no" quando vi viene proposta la busta al negozio di souvenir. "No plastic bag, thanks!", cortesi ed ecologici, ci vuole poco. I ricordini e i pensierini da portare ai parenti che acquisterete durante il viaggio riponeteli nello zaino, la busta di plastica non serve a niente. Così come non serve per dividere i panni sporchi da quelli puliti mentre si riorganizza la valigia per il viaggio di ritorno. Infatti molti di noi utilizzano una normalissima busta di plastica per separare gli indumenti sporchi da quelli puliti e questa, inevitabilmente, diventa subito un rifiuto. Perciò il nostro consiglio è quello di tenere in valigia un classico sacchetto di stoffa, come quelli che si usano per fare la spesa, in modo tale da separare così i panni. Sono compatti e leggeri, quindi occupano una spazio irrisorio all'interno della vostra valigia.
Crediamo sia inutile spiegare anche come si utilizza un rasoio o una saponetta e soprattutto il perché é importante portarsela in viaggio, quindi certi argomenti non li staremo a spiegare nel dettaglio. 


RITORNO

Abbiamo ancora negli occhi le meraviglie che abbiamo scoperto durante il viaggio e siamo felici per l'esperienze vissute. Nella memoria ci ritornano ininterrottamente le immagini di ciò che è stato questo viaggio e ci scopriamo di essere stati vivi, felici, per davvero. Mentre guardiamo dall'oblò dell'aereo che ci sta riportando a casa fermiamo però, per un secondo, le emozioni e proviamo a riflettere.

Ho deciso in questo viaggio di provare a consumare meno plastica, ho voluto provare a dare un aiuto al mondo, ho cercato di dare un messaggio, a me stesso e a chi mi circonda, che viaggiare rispettando la natura è possibile. Ora chiedetevi "Ci sono riuscito? Potevo fare di più?". Bene, non vogliamo sapere la risposta, perché ognuno sa, dentro di se, cosa ha fatto e cosa avrebbe potuto fare. Però pensate a quante vite avete salvato semplicemente rinunciando a quella piccola busta, a quella bottiglia o a quel contenitore. Complimentatevi con voi stessi, perché anche la più piccola attenzione può fare la differenza. 





-- RICHIEDICI PER EMAIL LA NOSTRA GUIDA IN FORMATO PDF --



Viaggiare non è solo spostarsi da un punto all'altro, è scoperta, è verità, è attitudine, è mentalità, è libertà. Non roviniamo il mondo che tanto ci affascina e ci attira a se, portandoci a viaggiare in luoghi remoti e lontani, per godere delle sue meraviglie. Prendiamocene cura. Viaggiamo responsabili.

Buona vita e buon viaggio.



mercoledì 20 maggio 2020

INCONTRI: COME LA PLASTICA STA INFLUENDO IN SUD AFRICA E NELLA SAVANA, CE LO RACCONTANO CHARLIE E SERENA DI "EVERSEENSA"


L'inquinamento da plastica è un problema globale che sta soffocando l'intero pianeta. Abbiamo deciso di portarvi in giro per il mondo per farvi vedere come è la realtà e come è possibile iniziare un cambiamento. Uno dei continenti più affascinanti al mondo è senza dubbio l'Africa, la terra dei leoni, degli elefanti e delle immense savane. Tramonti che spezzano il fiato lasciano in ogni viaggiatore un senso di profondo legame con la natura. Proprio per questo abbiamo deciso di portarvi le testimonianze da una terra lontana e meravigliosa, il Sud Africa. 

Ci siamo messi in contatto con Charlie e Serena, travel designer e fondatori di "EverseenSA". Loro sono due ragazzi, sud africano lui, italiana lei, che un bel giorno hanno deciso di fare della loro passione una ragione di vita. Hanno così fondato "EverseenSA" con la quale accompagnano i viaggiatori in esperienze bellissime a contatto con la natura e con la cultura locale.

La loro filosofia, che li rende a nostro avviso fantastici, è quella di coniugare l'esperienza del viaggio con la possibilità di aiutare il paese che si visita. Infatti cercano con tutte le forze, grazie a dei fondi su cui si può donare, di documentare e aiutare le associazioni locali che si occupano della salvaguardi dei rinoceronti che sono in grave pericolo di estinzione. Purtroppo il bracconaggio è un serio problema ed è una realtà che va assolutamente fermata! E noi cogliamo l'occasione per ringraziarli personalmente e pubblicamente per l'impegno che stanno mettendo in questo progetto.

Abbiamo così chiesto loro di raccontarci com'è la situazione dell'inquinamento da plastica in Sud Africa e questa è la loro testimonianza:

- Ciao Charlie e ciao Serena, vi seguiamo da tanto e conosciamo molto bene il vostro impegno con "EverseenSA". Vi vogliamo chiedere però come nasce questa idea? Chi di voi due è stato il primo a proporla?

Ciao Ragazzi! EverseenSA nasce dall’esigenza di lasciare un segno in questo mondo. L’idea è nata dopo il mio (Serena) primo viaggio in Sudafrica, terra natia di Charlie. Sono rimasta rapita dalla bellezza di questa terra ed insieme a Charlie abbiamo studiato un modo per poter condividere questa meraviglia con il maggior numero di persone. Da qui prende forma EverseenSA, la nostra compagnia di viaggi etici, basata sul rispetto per la nostra Terra,  per gli animali che la abitano e le comunità locali.  Io e Charlie pianifichiamo, organizziamo e accompagniamo i nostri ospiti nella più bella e indimenticabile esperienza di Safari in Sudafrica.

La nostra missione più importante legata ai nostri viaggi è proprio la conservazione e salvaguardia delle specie in pericolo di estinzione: siamo profondamente coinvolti nella protezione e salvaguardia dei rinoceronti africani, minacciati dal bracconaggio.

Attenzione spoiler!
Abbiamo in serbo nuovi progetti per il futuro, che ci porteranno oltre i confini del Sudafrica.


- Per quanto riguarda l'inquinamento da plastica, com'è la situazione li in Sud Africa? Avete avuto modo di scontrarvici?

In Sudafrica hanno iniziato da poco la campagna di sensibilizzazione verso il riciclaggio. Nelle aree più povere purtroppo questo concetto è ancora molto lontano e purtroppo il basso livello di educazione e la povertà, non permettono uno sviluppo efficace di consapevolezza dei temi rispetto all’inquinamento.

Devo dire però che nelle scuole ultimamente sono state inserite nei programmi, specifiche attività atte a sensibilizzare i più giovani sulle tematiche dell’ecosostenibilità.
Ultimamente anche EverseenSA ha fatto parte di un progetto di sensibilizzazione delle comunità rurali nei pressi del Kruger National Park e siamo riusciti a raccogliere più di 100 mila dollari da stanziare per "The Good Work Foundation" e "Care for Wild", con lo scopo di implementare la consapevolezza dei più giovani.


- C'è qualche episodio che vi è rimasto più impresso durante i vostri safari, sia per quanto riguarda la plastica e sia per ciò che non la riguarda? Raccontateci come DEVE essere la natura senza inquinamento in un territorio magico come quello in cui vivete voi.


Le aree destinate ai Safari sono gestite per lo più in modo privato, a parte il Kruger,  e il fatto che siano attività del settore terziario, richiede il coinvolgimento  e l’attiva partecipazione nel rispetto delle regole e nella mise en place di tutte le procedure per essere ecosostenibili.


Tutti i lodge che collaborano con noi devono essere ecosostenibili e devono limitare l’uso della plastica e provvedere con materiali alternativi per poter far parte del nostro portfolio.
Nella nostra proposta Vegan Safari, che come si può intuire, è la più GREEN di tutte, persino durante le pause brunch and coffee tutti gli utensili, le tazze, i contenitori sono 100% ecosostenibili e ci stiamo impegnando per portare questo concetto anche al di fuori della specifica proposta.
Quindi devo dire che la magia e la bellezza di questa terra è e rimane INCONTAMINATA. Nessun segno di inquinamento da plastica nella Savana.

Diversa è la situazione nei fiumi e nell’oceano su cui si affaccia Cape Town e la Garden Route. Qui purtroppo ci è capitato di fare i conti con spiagge piene di rifiuti e insenature coperte di strane schiume oleose.  Come ripeto, purtroppo le aree povere non hanno ancora sviluppato la sensibilità necessaria per cambiare vecchie e distruttive abitudini, ma ci stiamo lavorando.





- Per quanto riguarda invece lo smaltimento della plastica, come si è attrezzato lo stato Sudafricano? C'è una raccolta differenziata oppure i rifiuti vengono messi tutti insieme?



La raccolta differenziata è ancora a “macchia di leopardo” in Sudafrica: alcune aree sono veramente molto ben attrezzate, ma altre ancora sono molto indietro purtroppo.

Grazie! Safari Travel Outfit è la nostra pagina di ispirazione per chiunque voglia “sentire” e vivere l’atmosfera africana sulla propria pelle!  E’ una pagina destinata a chi sta pianificando il proprio Safari, a chi è già in contatto con noi per la prossima avventura, a chi, tornando a casa, non dimentica la magia di questi posti e vuole che diventi parte integrante del proprio stile.

Ci sono alcuni piccoli ma potenti accorgimenti che si possono adottare addirittura prima di partire.



- Sappiamo, e vi facciamo i più sentiti complimenti, che avete recentemente aperto "Safari Travel Outfit" e che alcuni capi proposti sono privi di plastica. Raccontateci di questa bellissima proposta che fate a chi vi segue.


Tutti i capi, le essenze e i prodotti che stiamo piano piano proponendo nella pagina sono plastic free. Prediligiamo l’uso di materiali naturali ed ecosostenibili e ci impegneremo perché sia così!


- Dalla vostra esperienza come viaggiatori e travel designer, che consigli dareste, per consumare meno plastica, alle persone che volessero venire a fare un viaggio con voi in Sud Africa?

I saponi: sono una delle cose essenziali, soprattutto per l’inquinamento dei fiumi e delle pozze d’acqua. Assicurarsi prima di partire, di comprare saponi e shampoo naturali, a base esclusivamente di prodotti naturali.

Gli abiti: prediligere fibre naturali come cotone, canapa e lana. Queste fibre vi proteggeranno sia dal freddo che dal caldo, mantenendo la vostra temperatura confortevole, in qualsiasi condizione climatica.

Evitate di comprare prodotti usa e getta (come rasoi, dosi monouso di creme o balsami e detergenti). Meglio comprare un kit in acciaio o altro materiale per il viaggio, che potrete riusare, e riempire i singoli contenitori con quello di cui avete bisogno.

Sosteniamo e continuiamo a farlo, i nostri amici di simplehero che sponsorizzano i nostri viaggi con borracce 100% ecosostenibili. L’acqua in Sudafrica è una delle più pure e pulite al mondo e anche quando sarete nel mezzo della Savana, il vostro lodge provvederà con acqua pulita e potabile grazie ai sistemi di microfiltraggio, obbligatori per legge.


- Prima di salutarvi vi vorremmo chiedere si vi va di fare un appello ai nostri lettori.

Certamente!
Ricordatevi sempre che non siamo padroni di questa Terra. Siamo ospiti privilegiati, e in quanto tali, Le dobbiamo rispetto e amorevole attenzione. I nostri viaggiatori sanno bene che per continuare a poter godere di queste bellezze e di tutti gli animali dobbiamo salvaguardarli e proteggerli.
Non abbiamo bisogno di fare gesti plateali, ma ogni piccolo gesto quotidiano conta, ogni piccola decisione nella direzione giusta può riportare il mondo ad essere un posto rigoglioso e ricco di diversità e meraviglia.

E noi saremo sempre in prima linea per impegnarci a rispettarlo al meglio.





Ringraziamo di cuore Charlie e Serena per il loro contributo, sono due ragazzi fantastici e speriamo un giorno di poterli andare a trovare a casa loro, in Sud Africa, per conoscerli di persona e per documentare, tramite i nostri canali, i problemi che il bracconaggio e la plastica stanno causando. Crediamo fermamente nel valore delle testimonianze che ci portano i viaggiatori. Crediamo fermamente che siano di grande aiuto per far capire meglio cosa succede sul nostro pianeta.


"Una volta che si visita questa terra, non puoi più tornare indietro. I suoi profumi, colori e panorami ti riempiono il cuore, come se lo espandessero di una grandezza non misurabile in unità, ma solo in emozioni"
- Serena & Charlie
Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

venerdì 15 maggio 2020

TRAVEL KIT 5: LA SACCA PER I PANNI SPORCHI

Cari viaggiatori, ammettetelo, al ritorno a casa dopo giorni passati in giro per il mondo anche nel vostro zaino o trolley c'è una gran puzza di vestiti sporchi. Non mentite, succede a tutti. E' normale, soprattutto per i viaggi brevi, nessuno di noi butta dei soldi in una lavanderia all'estero, così mutande, calzini e magliette sudate finiscono sul fondo del nostro baglio durante il viaggio di ritorno. Nella maggior parte dei casi se il bagaglio prendesse fuoco genererebbe una nube tossica, che però renderebbe felici quelle persone che una volta giunte a destinazione avrebbero avuto l'infelice compito di aprirlo e mettere a lavare la roba.

Lasciare i vestiti sporchi e puzzolenti liberi nel bagaglio è sicuramente un buon modo per far desistere dei mal intenzionati ad aprirlo, però è una tortura per noi stessi quando dovremmo farci i conti a casa. Quindi molti di noi per evitare questi problemi utilizzano una classica busta di plastica, quelle della spesa per intenderci, dove appunto prima di partire ripongono gli indumenti sporchi. Qua però entrano in gioco i nostri dubbi: "ok il contenimento della puzza, ma è veramente necessario usare una busta di plastica o è possibile trovare un alternativa?




VUOI SAPERE COSE' LA PLASTICA? clicca (QUI)


In maniera banale vi diciamo che ovviamente un alternativa c'è e sono quei sacchetti di stoffa che utilizziamo anche al supermercato; ne esistono di tantissimi materiali, bamboo, cotone, sisal ecc. Fondamentalmente si fa la stessa cosa, si evita di utilizzare una busta di plastica per riporre la spesa sostituendola con una in tessuto che ci siamo portati da casa.
Quindi la cosa più intelligente e utile da fare sarebbe quella di mettere nel nostro bagaglio, prima della partenza, uno di questi sacchetti, in modo tale da avercelo pronto all'uso nel momento in cui dobbiamo metterci i panni sporchi. Un grande vantaggio è che occupa pochissimo spazio e non pesa praticamente nulla, quindi non avete scuse d'ora in poi per non utilizzarlo.

Detto ciò ovviamente non abbiamo scoperto l'acqua calda, il concetto è estremamente banale, abbiamo voluto però farvi riflettere su un modo semplice per iniziare ad evitare l'uso della plastica in viaggio. Se non è strettamente necessario evitiamo in tutti i modi di utilizzare materiali plastici, anche perché le alternative ci sono, dovete solo iniziare a conoscerle.

Ma tranquilli, siamo qui per questo, vi aiutiamo noi!



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Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

giovedì 7 maggio 2020

TRAVEL KIT 4: LO SPAZZOLINO

Si ragazzi, vi parliamo dello spazzolino.
Considerando che c'è ancora purtroppo tanta gente che non ha compreso la gravità della situazione dell'inquinamento da plastica, avevamo pensato che probabilmente avremmo dovuto anche spiegare come ci si lavano i denti. Perché se nel 2020 ancora non capiamo che dobbiamo invertire la rotta, che sono necessari dei cambiamenti per salvare il pianeta e noi stessi, probabilmente ancora non sappiamo neanche lavarci i denti.
Però abbiamo ancora fiducia, poca, ma ne abbiamo. Così eviteremo di spiegarvi come ci si passa lo spazzolino sui denti e ci concentreremo sull'oggetto in se.
E' stimato che ogni anno una singola persona consuma 4/5 spazzolini manuali (quindi non consideriamo quelli elettrici), il che vuol dire che se li sommiamo per gli abitanti di Roma, che sono circa 3 Mln, esce fuori che solo nella capitale vengono utilizzati circa 15 Mln di spazzolini all'anno. Ora fate gli stessi calcoli per la popolazione mondiale e capirete quanta plastica viene gettata nei rifiuti ogni anno senza essere probabilmente riciclata.  
Questo ragazzi è un problema!




Però per fortuna le alternative ci stanno e ora ve ne parliamo noi.

Informandoci un pò sul web abbiamo capito che la miglior scelta, per noi, è lo spazzolino in bamboo; so che può sembrare banale e ripetitivo, ma in fondo il problema è sempre quello: la plastica non si biodegrada e quindi bisogna trovare un'alternativa ecologica.
Come abbiamo avuto modo di chiarirvi sull'articolo "Bamboo Vs Plastica", l'utilizzo di questo materiale è consigliato perché completamente biodegradabile e non richiede sfruttamento di territorio fine a se stesso; Infatti le piantagioni di bamboo aiutano a contrastare l'effetto serra. 
Detto questo capirete da soli quanto sia importante sostituire lo spazzolino in plastica con quello in bamboo o in qualsiasi altro materiale biodegradabile.
Sia in viaggio che a casa è opportuno cambiare questo aspetto, tanto sul mercato ci sono molte alternative. Per i viaggiatori c'è quello con la custodia, per l'uso domestico invece ci sono in commercio confezioni con più spazzolini all'interno, anche per bambini. 
Per i più indaffarati è possibile acquistarlo su Amazon, potete trovarlo anche sul nostro sito, sennò ormai si trovano anche nei negozi specializzati per la cura della persona. Quindi anche in questo caso non avete più scuse per non utilizzarli.  
Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

mercoledì 29 aprile 2020

INCONTRI: IL FIGLIO DELL'OCEANO, SERGIO BAMBAREN


Come è tristemente noto l'inquinamento da plastica è un problema che interessa in particolar modo gli oceani e le sue creature. E' li che la plastica reca più danni, soffocando i coralli, uccidendo ogni essere vivente che ci vive e che dal mare trova sostentamento. Come detto in un precedente post, è stimato che nel 2050 ci sarà nell'oceano più plastica che pesce se non fermiamo questo uso sconsiderato dei materiali plastici. Molti pensano che solo balene, tartarughe e pesci siano le vittime di questo problema, ma purtroppo non è così. Infatti ogni creatura, in un modo o nell'altro, è in pericolo; anche l'uomo stesso. E' stimato che quasi la totalità degli uccelli marini contiene nel proprio corpo dei pezzi di plastica. Sono tantissimi infatti i ritrovamenti lungo le coste di carcasse decedute a causa dell'ingerimento di materiali plastici. Il mare, vero polmone della terra, è quello che più di tutti dobbiamo con tutte le forze tutelare e salvare.

Proprio per questo abbiamo deciso di chiedere a una persona molto speciale, una di quelle persone che al posto del sangue hanno l'acqua di mare. Per molti è considerato un figlio dell'oceano, perché da anni si batte per la sua tutela e salvaguardia. Stiamo parlando dello scrittore ed esperto surfista Sergio Bambaren, noto in tutto il mondo per i suoi libri che si rivolgono direttamente all'anima delle persone; Il mare e le sue creature sono sempre al centro dei suoi lavori, i quali spesso vengono usati come una splendida metafora. Personalmente siamo molto legati a lui perché è anche grazie alle sue parole che questo progetto ha trovato il coraggio di nascere.
Quindi chi meglio di lui sa dirci cosa c'è li nel profondo blu?!

- Ciao Sergio, vogliamo iniziare con il dirti che per noi è un onore poterti intervistare per la nostra pagina. Siamo dei tuoi appassionati lettori e abbiamo pensato subito a te per aiutarci a dare voce in questa battaglia contro l'inquinamento degli oceani dalla plastica. Tu sei una persona che si batte molto per questo, cosa pensi quindi di questo problema? E' veramente così grave?

Innanzitutto, è un onore per me essere invitato, grazie mille. Si, il problema è enorme e sta peggiorando. Sebbene molti paesi stiano riciclando tutta la plastica che possono ci sono purtroppo  delle materie che non possono essere riciclate; in più i paesi poveri hanno un riciclo minimo o nullo. In tutto ciò il peggio deve ancora venire! Si avrà un enorme ripercussione sugli oceani e sugli animali che vi abitano e, alla fine, diventerà un problema per l'umanità.


- Nei tuoi viaggi e nelle tue uscite con la tavola da surf ti sarà capitato di imbatterti in questo problema, puoi raccontarci cosa hai pensato in quei momenti? Cosa ti diceva il cuore?

Vera tristezza! Stiamo distruggendo il nostro ambiente e pochissime persone si preoccupano. E' triste andare a fare surf e vedere la plastica fluttuare tutt'intorno, ma è ancora più  triste quando si guarda un leone marino che soffoca lentamente, intrappolato con una plastica da birra da sei pacchi nel collo, o guardando un delfino morto nel mare e, quando lo aprono per fare l'autopsia, il 50% del cibo trovato nel suo stomaco è di plastica. Lo stesso accade con le tartarughe, balene, squali, persino gabbiani e uccelli oceanici. E' frustrante! 
Molto ha a che fare con l'avidità degli essere umani e fino al giorno in cui ci renderemo conto che non possiamo bere benzina o mangiare plastica o soldi niente cambierà. La plastica è fondamentalmente un derivato della benzina e l'avidità è uno dei peccati più gravi di molti esseri umani.   


- Noi sappiamo del legame profondo che hai con l'oceano, ma come nasce questa cosa? Che sensazioni ti da "parlare" con lui?

Più che parlare ho sempre ascoltato l'oceano. E' il mio migliore insegnate e amico. Posso solo ascoltarlo con il cuore, non con la mente. E' successo per tutta la vita, ma con gli anni la voce è diventata più chiara e più forte. Questa connessione diventa sempre più forte mentre ascolto la musica della natura e non il rumore della vita quotidiana.


- Hai due momenti, uno positivo e uno negativo, che per te sono stati più significativi nella tua vita a contatto con le creature marine?

Ci sono stati tantissimi momenti... immagino che il più felice sia stato quando sono riuscito a togliere le reti che avevano impigliato un cucciolo di megattera a meni nude, mentre sua madre era rimasta a circa dieci metri di distanza a guardare. Quando finalmente riuscii a togliere l'ultimo pezzo di rete ero esausto, eppure il cucciolo e sua madre rimasero con me per un'ora, finché furono sicuri che stessi bene. Il momento peggiore invece è stato quando stavo tagliando una rete da strascico, per liberare alcuni delfini e tartarughe da morte certa, e hanno iniziato a sparare contro di me e un mio amico con delle pistole dalla nave da pesca. Abbiamo pensato che non saremmo mai fuggiti vivi. 





- C'è uno dei tuoi libri che ti rappresenta di più o che ti sta più a cuore?

Immagino che ce ne siano due: "Il Delfino"e "Il Messaggero", che è già stato pubblicato in tedesco e uscirà quest'anno in spagnolo, italiano e inglese. Sono due libri che ho scritto direttamente dal cuore, come una catarsi. Le parole di questi due libri non mi sono mai passate per il cervello, era solo la voce del mio cuore. Così semplice. 


- Sappiamo che sei una persona sempre molto impegnata e quindi non vogliamo disturbarti troppo, ma vogliamo chiederti un ultima cosa: a cuore aperto, cosa ti senti di dire a chi leggerà questa intervista?

Cosa ha imparato un umile essere umano dalla vita: "Vivi sempre, non esistere solamente. Sii invece di avere; e se hai condividilo con gli altri. La vita e il tuo tempo sono le uniche cose che possiedi veramente in questa vita, il resto è preso in prestito. Ma soprattutto, non lo dimenticare mai: è semplice vivere una vita felice,  il trucco è rimanere semplici per tutta la vita!".
Possano i tuoi sogni diventare realtà, sempre. 




Vogliamo ringraziare di cuore Sergio Bambaren per la bella intervista che ci ha lasciato. Noi, come lui, siamo determinati a continuare questa battaglia perché sappiamo che non c'è più tempo da perdere e bisogna fare tutto il possibile per tutelare il nostro pianeta. La plastica è un problema reale per i nostri mari e le sue creature e sta a noi aiutarli e proteggerli visto che siamo tutti responsabili di questo problema.


" L'universo non ti darà mai un compito gravoso senza darti l'opportunità di portarlo a termine"
- Sergio Bambaren

Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica

venerdì 24 aprile 2020

INCONTRI: PLASTICA, TESTIMONIANZE DAL MONDO CON CLAUDIO PELIZZENI DI TRIP THERAPY

Ogni viaggio si sa, ti lascia dentro qualcosa, il più delle volte sono belle emozioni che ti fanno sorridere appena le ricordi. Può però anche capitare di ritornare a casa e pensare con rammarico a delle situazioni vissute nel viaggio appena concluso, ma sempre, in ogni caso, queste esperienze resteranno dentro di te e faranno parte dell'immenso bagaglio della tua vita. Una persona che ha deciso di riempire d'esperienze il suo bagaglio, o meglio il suo zaino, è sicuramente Claudio Pelizzeni.

Claudio è uno dei più famosi travel blogger in Italia, ha fatto il giro del mondo senza aerei ed ha intrapreso tantissimi altri viaggi che lo hanno fatto diventare un autentico "cittadino" del mondo. Ha fondato Trip Therapy, la terapia del viaggio, che per Claudio ha significato la ricerca della felicità facendo ciò che amava di più, ovvero viaggiare. Un percorso mentale, fisico e spirituale che lo ha portato, nel tempo, a girare mezzo globo con gli occhi di chi sa che seguire i propri sogni è l'aspetto fondamentale per vivere al meglio la vita che abbiamo; l'unica.
Quindi chi meglio di lui può portarci testimonianze dei problemi che sta generando la plastica in giro per il mondo?!
Questo è ciò che ci ha detto Claudio:

- Ciao Claudio, noi siamo dei tuoi grandi estimatori, ti abbiamo seguito durante il tuo giro del mondo senza aerei e quindi abbiamo subito pensato a te per questo progetto. Siamo sicuri che una tua testimonianza di com'è la situazione nel mondo posso essere di grande valore. Quindi iniziamo con il chiederti cosa pensi tu del problema dell'inquinamento da plastica, se è reale o è solo una fantasia degli ambientalisti.

Indubbiamente è un problema reale e purtroppo a livello mediatico non è neanche sufficientemente raccontato. Io ho cercato qualche volta nel mio blog di raccontare l'altra faccia dei "paradisi". Mi ricordo per esempio alle Maldive, dove un lato dell'isola era completamente pulito, ovviamente quello dove c'erano le guest house, mentre l'altro era pieno zeppo di plastica. Lo raccontai anche quando arrivai a Utila, un isola in Belize, dove una spiaggia in cui le tartarughe dovevano deporre le uova era diventata una vera e propria discarica. Una cosa curiosa fu quando attraversai l'Oceano Pacifico a bordo di un cargo mercantile, mi capitò di chiedere al capitano se avesse mai incrociato la famosa "Isola di Plastica". Lui mi disse che non l'aveva mai vista, non aveva mai avuto un contatto con essa e che addirittura si stava chiedendo se effettivamente potesse esistere oppure no. Poi in realtà se uno fa una verifica lo vede che è assolutamente veritiera.
Quindi il problema dell'inquinamento da plastica è fortissimo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo del terzo mondo. Non hanno la cultura di fare qualcosa, un pò come nei primi anni ottanta, solo che siamo nel 2020. Quindi sarebbe il caso che i governi facessero qualcosa, soprattutto in paesi come India, Nepal e Africa, dove la plastica è un grosso problema.

- Durante i tuoi viaggi cosa hai potuto osservare in giro per il mondo? Qual'è stato il paese che hai visitato che secondo te ha più problemi legati all'inquinamento della plastica e quale invece è quello che ne ha meno e cerca di fare qualcosa?


Senza dubbio i peggiori sono due: India e Cina, dove la plastica presente nei fiumi crea delle dighe che provocano delle esondazioni, il  che è veramente una follia! Mentre, dal mio punto di vista, uno dei luoghi migliori è l'Australia, dove c'è molto rispetto e soprattutto molta educazione alla raccolta differenziata. Li puoi vivere "plastic free", perché ci sono proprio degli stimoli che possono farti comportare in maniera virtuosa; ad esempio nei supermercati non ci sono buste, per fare la spesa devi portarti le tue oppure usare i cartoni. Poi ci sono realtà più piccole dove la plastica è proprio vietata. Ad esempio nelle Isole Adamane, in India, che è paradossale, ma li la plastica è completamente vietata. Come questa ce ne sono altre di realtà dove non è consentito vendere la plastica, però sono piccolissimi posti. Anche in Bhutan la plastica è gestita molto bene, ce n'è poca e soprattutto non viene buttata nella natura. Però è un paese un pò particolare ed è difficilmente replicabile il suo modello nel resto del mondo.





- Hai qualche episodio da raccontaci che ti è rimasto particolarmente impresso?


Non dimenticherò  mai quando vidi la gestione della plastica in Nepal, dove praticamente a fine giornata veniva raccolta e gettata in un angolo per essere bruciata senza alcun senso o logia, creando fumi tossici e generando così ancora più inquinamento. Mi è veramente rimasta impressa questa cosa e da allora cerco di stare un pò più attento e soprattutto di sensibilizzare, nel mio piccolo, ad avere un comportamento più responsabile. E' così nei miei viaggi organizzati, dove cerco di portare i miei gruppi di viaggiatori ad utilizzare meno plastica possibile.


- Sappiamo che sei un ottimo sub, hai fatto molte immersioni e sicuramente ti sarai imbattuto in questo problema. Com'è la situazione la sotto? cosa ci raccontano gli oceani?


Si hai detto bene, mi piace molto la subacquea. Fortunatamente le immersioni organizzate sono generalmente in parchi marini, quindi li il problema della plastica è molto ridotto e non si hanno contatti diretti così spaventosi. Però è presente anche li e queste sono cose tristi. Perché è anche capitato di vedere porta lattine incastrati nel collo delle tartarughe, però in generale è raro in circostanze di subacquea. Secondo me invece è diverso per chi si immerge, ad esempio per lavoro, in zone che non sono parco marino, li credo ce ne sia veramente tanta. E fa male, molto male!





- Oltre al giro del mondo senza aerei ti sei cimentato anche nel fare il famoso cammino di Santiago partendo dall'Italia, da casa tua, sposando un voto di silenzio. Abbiamo letto entrambi i tuoi libri e sappiamo quanta forza di volontà c'è voluta per portare a termine questi progetti. Pensi che per iniziare a combattere un problema così serio come l'inquinamento da plastica serva una determinazione così forte o basti organizzazione?


Ormai credo che il problema della plastica abbia raggiunto delle dimensioni tali per cui ci vuole sicuramente organizzazione, ma ci vuole anche una fortissima determinazione e secondo me anche delle pene severe. Bisogna attuare una politica davvero pesante ed estremamente penalizzante per chi inquina con la plastica, in maniera più assoluta. Non basta più solo l'organizzazione, è troppo grande il problema a livello mondiale, dobbiamo iniziare ad evitare il più possibile plastica. Ho visto che ci sono fortunatamente dei negozi che si stanno spostando verso politiche "plastic free" e questa è la direzione in cui dobbiamo andare. Attenzione però, il non utilizzo della plastica comporta l'utilizzo di altri materiali, quindi bisogna valutare bene l'impatto nell'ecosistema mondiale di queste alternative, soprattutto per quanto riguarda lo smaltimento.


- Non vogliamo toglierti altro tempo, però vorremmo chiederti un ultima cosa: Hai qualche consiglio o un appello da fare ai viaggiatori di domani?


Guarda in questo caso secondo me basta poco, perché credo che i viaggiatori si rendano bene conto del problema che la plastica sta causando al mondo e alla natura. Basta semplicemente una cosa: partire con una bella borraccia in alluminio, in modo tale da non dover comprare bottigliette di plastica. Questo è già un buon passo. Dopo di che credo che viaggiando, giorno dopo giorno, la sensibilità aumenterà e di conseguenza si starà sempre più attenti a non utilizzare plastica. Poi non so se un giorno si arriverà a vivere "plastic free", perché purtroppo è molto difficile, ce n'è troppa ovunque e in qualsiasi cosa.




Ringraziare di cuore Claudio per la grande disponibilità dimostrata è il minimo che possiamo fare. Siamo felicissimi di aver potuto ascoltare le sue testimonianze e speriamo servano a voi lettori per capire sempre di più la strada che dobbiamo necessariamente prendere.
Aiutiamo il nostro pianeta, ne ha un disperato bisogno.
Federico & Roberta- Viaggio Senza Plastica